Rebranding 2023: 4 casi studio

Anche quest’anno non mancano le sorprese in chiave rebranding. Molte aziende hanno rifatto il look al proprio marchio, rinnovandosi e rivitalizzandosi con nuovi aspetti visual.

Quando si compie un passo del genere c’è sempre il rischio che il pubblico non apprezzi. I consumatori sono abituati a legarsi all’immagine precedente, molti di loro potrebbero metterci un po’ prima di affezionarsi.

Ecco dunque 4 casi di rebranding del 2023 di multinazionali che hanno voluto differenziarsi dalla concorrenza, lanciando un’idea prorompente, partendo proprio dal logo o dal design.

Cos’è il Rebranding

Il rebranding è il processo di modifica dell’immagine che si dà una realtà proiettata sul mercato aziendale e commerciale. Riguarda una strategia di mercato che può consistere nell’assegnare un nuovo nome, un nuovo simbolo o un nuovo design a un marchio già affermato. L’idea di base del rebranding è l’intenzione di creare un’identità differente da quella in uso, differenziandosi sul mercato in cui opera.

Generalmente, le operazioni di rebranding possono essere di due tipi:

  • proattivo, quando un’azienda riconosce l’opportunità di crescere, innovare, attingere a nuove attività o clienti e riconnettersi con i propri utenti.
  • reattivo, il marchio esistente è stato interrotto o modificato. Quando si verificano fusioni e acquisizioni in un’azienda o problemi legali.

4 casi di rebranding

The Fork

TheFork si rinnova, “ma il piacere di andare al ristorante rimane lo stesso”. Il servizio online di prenotazioni per ristoranti e locali lancia un’operazione di rebranding, con l’idea di rendere più semplice e migliore l’esperienza degli utenti.

Una nuova brand identity che ha l’esigenza di comunicare di piazzarsi come la piattaforma numero uno nella prenotazione online dei ristoranti. Il logo appare più fresco e accattivante e si allinea verso una comunicazione più coinvolgente e calda, in grado di interagire con l’utenza che segue il brand sui canali social.

The Fork rebranding

Pepsi

L’azienda americana, iconico brand multinazionale, ha lanciato un nuovo logo con un sistema rinnovato di identità visiva. Un nuova revisione in occasione dei 125 anni dalla nascita, l’ultima dopo 14 anni dall’ultimo aggiornamento,

Pepsi ha mantenuto negli anni una mentalità forte e vicina alla cultura pop della società attraverso la creazione di alcuni celebri spot. L’azienda si è reinventata più volte con operazioni di marketing e del prodotto, entrando in contatto con la cultura televisiva dei programmi e l’esplorazione di strumenti del web.

Così il logo Pepsi si adatta ancora di più a un ambiente dinamico, con una tavolozza di colori aggiornata, usando un rosso più vivo e un blu elettrico, con il nero della scritta per apportare contrasto, vivacità e un po’ di contemporaneità. Una forma visivamente distinta, che comunica accessibilità. Un carattere tipografico più moderno e personalizzato. Non manca l’ondulazione tipica di Pepsi, carattere effervescente del marchio che contiene energia e dinamismo, che rispetta l’eredità del brand.

Johnson&Johnson

L’azienda farmaceutica statunitense che produce anche creme e shampoo volta pagina come azienda sanitaria. Lancia un’identità visiva aggiornata. Per oltre 135 anni l’azienda Johnson & Johnson ha messo sul mercato prodotti sanitari e per la cura personale.

Con questa operazione di rebranding l’azienda americana ha realizzato un nuovo logo, più modernizzato. Il font del logo è un Sans-Serif decisamente più pulito. Il brand presenta anche la forma abbreviata “J&J”, più adatta alla visione digitale. Il colore del marchio è ancora il rosso, ma differente rispetto a quello utilizzato in passato, più vicino a una tonalità del settore medico, forse per comunicare la sfida che la multinazionale vuole compiere. La nuova & commerciale racchiude un significato più vicino al pubblico.

JohnsoneJohnson

Nokia

Il colosso di telecomunicazioni finlandese, al top nel primo decennio del Duemila, ha presentato il logo per una nuova strategia di mercato. Una riconfigurazione a distanza di 60 anni dall’ultima operazione. Questa idea di rebranding sottolinea un aspetto significativo della storia dell’azienda: si sente l’esigenza di smarcarsi dal settore della telefonia mobile, partendo proprio dall’assenza del pay off “connecting people”. Nokia si è contraddistinta per anni nel mondo dei telefoni mobili, ma con l’ingresso degli smartphone l’azienda finlandese ha rischiato di finire seriamente nell’oblio.

La nuova veste di Nokia presenta un logo minimal, con dei colori alternati bianco e blu, eredità del precedente logo. Il font ancora in maiuscolo è un Sans geometrico, con la particolarità delle tre lettere, N, K e A, smussate nei loro tratti. Le lettere N e K appaiono come due triangoli. Nokia si è basata sul patrimonio del logo precedente, rendendolo però più vicino al settore digitale e alla leadership nella tecnologia di rete nella quale l’azienda finlandese vuole incidere.

Nokia

Questi 4 casi di rebranding realizzati da realtà importanti segnano un passaggio dal vecchio al nuovo, attraverso la revisione e la modifica di alcuni semplici aspetti visual, come il font e il colore, ma in grado di influenzare la percezione del pubblico. Il rebranding coglie tempi e modi della società con l’intenzione di lanciare un segno iconico nel mercato dei consumi.

Benedetto Rizzo
Benedetto Rizzo
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